Nata a Como nel 1968
Vive e lavora a Milano
Vania Elettra Tam nasce a Como e si trasferisce a Milano dove frequenta la Nuova Accademia di Belle Arti e la Scuola di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco.
Si occupa per lungo periodo di disegno tessile per moda e arredamento per poi dedicarsi completamente alla pittura.
Debutta in mostra personale nel 2004 a Teramo; nel 2005 ordina una personale al Chiostrino di Santa Eufemia a Como. Ancora, nel 2008 espone a Sesto San Giovanni al Centro culturale “Sergio Valmaggi” e nel 2009 a Milano in una galleria privata.
Dal 2003, anno di esordio in mostra di gruppo alla Biennale d’Arte Contemporanea alla Libera Accademia di Belle Arti “Leonardo da Vinci” di Roma, partecipa a numerose rassegne tematiche e mostre collettive in spazi pubblici e privati.
Si segnalano in particolare 2004, Como, Broletto Piazza Duomo e Fondazione Castellini; 2005, Napoli; Milano; Teramo; 2006, Caprinica, Chiesa Romanica di San Francesco; Roma; 2007, Sannicandro, Castello Normanno-Svevo; Pisa ; Venezia; 2008, Roma, Palazzo dei Congressi; Milano; Biella; Trieste; 2009, Milano; Biella; Cesano Maderno; 2010, Rossano , Palazzo San Bernardino; Ferrara, Castello Estense; Bari, Palazzo Ateneo. Dal 2010 una sua opera è conservata al Museo Parisi-Valle di Maccagno.
In ambito internazionale espone nel 2008 a Praga e a Londra e nel 2009 negli Stati Uniti, a Miami e San Diego.
...Un mondo, quello immaginato da Vania Elettra Tam, dove è concesso a chiunque, con pochi mezzi e molta fantasia, di sentirsi dea o diva, santa o peccatrice, popolana o regina.
La Tam non lascia nulla al caso e compone le sue tele con una maniacale attenzione per i particolari e per la definizione degli interni, dove ogni elemento è scelto e studiato seguendo un complesso sistema di riferimenti, rimandi e nessi logici che ricordano da vicino la complessità iconografica della pittura fiamminga.
Non bisogna però farsi ingannare dall’ironia e dalla geniali trovate della nostra artista: Vania, che presta in maniera enigmatica i propri tratti somatici alle protagoniste delle sue opere, si nasconde dietro un velo di leggerezza, dietro al sorriso che increspa le labbra mentre si osservano i suoi lavori, spinta dal pudore di non dichiarare la drammatica realtà che si cela all’origine della sua ricerca.
La vera protagonista dell’opera della Tam è la solitudine, una solitudine quasi tattile che spinge alla follia, che invita a desiderare a tal punto la fuga da creare una realtà parallela ed epica dove, per una volta, si possa essere protagonisti e non anonimi spettatori.
L’eccezionalità e l’unicità del lavoro di Vania Elettra Tam, tralasciando per un momento l’alta qualità formale, risiede proprio nel difficile equilibrio che l’artista è riuscita a creare tra un linguaggio che predilige la cifra espressiva dell’ironia e una ricerca contenutistica che veicola temi dolorosi come quelli della solitudine e del ruolo della donna in seno ad alcune particolari realtà culturali e sociali..."
Igor Zanti



